Day24 - Il profumo dell’attesa: incenso, resine e la notte della vigilia

Mercoledì 24 Dicembre 2025

La vigilia non profuma come il giorno di Natale.
È sospesa, trattenuta, carica di silenzi e da secoli quell’attesa ha un odore preciso.

Molto prima di essere associato al Natale, l’incenso era usato per segnare i momenti di passaggio, notti sacre, veglie, rituali.

Bruciava lentamente, come l’attesa stessa.

Il suo fumo saliva, riempiendo lo spazio senza invaderlo, creando un’atmosfera di raccoglimento.

Resine come incenso (olibano), mirra, benzoino venivano utilizzate durante la notte della vigilia in molte tradizioni, non solo cristiane. Il loro profumo aveva una funzione precisa, separare il tempo ordinario da quello simbolico.

In passato, la vigilia era silenziosa. Si arieggiavano le stanze, si accendevano candele, si bruciavano resine leggere, non per profumare, ma per preparare.

Il profumo diventava un segnale invisibile che qualcosa stava per accadere.

L’olfatto è il senso dell’anticipazione. Un odore arriva prima dell’evento, lo annuncia, lo rende reale.

Per questo il profumo è così legato alla vigilia, non celebra, promette.

Ancora oggi, accendere una candela profumata o un incenso la sera del 24 dicembre è un gesto antico travestito da abitudine moderna.

Un modo per dire al corpo: aspetta e respira.


Felice attesa a tutti voi 🫶

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